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Informazione: il Parlamento europeo boccia la legge bavaglio ungherese
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di redazione

Informazione: il Parlamento europeo boccia la legge bavaglio ungherese

Con una risoluzione approvata nei giorni scorsi con 316 voti  favore, 264 contrari e 33 astensioni il Parlamento europeo chiede alle autorità ungheresi di modificare la legge sui media secondo le richieste fatte da numerose organizzazioni europee e di non applicare quei provvedimenti che risultino in contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE e la Convenzione europea sui diritti umani. Il Parlamento europeo oltre ad esprimere preoccupazione per la legge bavaglio ungherese invita esplicitamente “le autorità ungheresi a ripristinare l'indipendenza della governance dei media e a porre fine alle interferenze dello Stato che recano pregiudizio alla libertà di espressione e a una copertura equilibrata dei media e reputa che la regolamentazione eccessiva dei media sia controproducente e metta a repentaglio il pluralismo effettivo nella sfera pubblica…” e a ribadire la situazione di anomalia che sussiste in numerosi paesi dell’Unione fra cui viene più volte citata l’Italia come esempio preoccupante, invita inoltre la stessa Commissione sul pluralismo dei media negli Stati membri dell'Unione europea presentare entro fine anno una proposta di direttiva sul pluralismo dei media nell'UE.

Il testo della risoluzione

Il Parlamento europeo ,
– visti gli articoli 2, 3, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE), gli articoli 49, 56, 114, 167 e 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), l'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) riguardanti il rispetto, la promozione e la tutela dei diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione e di informazione nonché il diritto al pluralismo dei media,
– vista la direttiva 2010/13/UE del 10 marzo 2010 relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi - DSMAV),
– visti la Carta europea per la libertà di stampa del 25 maggio 2009, il documento di lavoro della Commissione sul pluralismo dei media negli Stati membri dell'Unione europea (SEC(2007)0032), «l'approccio in tre tappe in tema di pluralismo dei media» definito dalla Commissione nonché lo studio indipendente realizzato per conto della stessa e ultimato nel 2009,
– viste le sue risoluzioni del 22 aprile 2004 sui rischi di violazione, nell'UE e particolarmente in Italia, della libertà di espressione e di informazione(1) , del 25 settembre 2008 sulla concentrazione e il pluralismo dei mezzi di informazione nell'Unione europea(2) , e del 7 settembre 2010 sul giornalismo e i nuovi media – creare una sfera pubblica in Europa,
– viste le dichiarazioni della Commissione, le interrogazioni parlamentari presentate e le discussioni in Aula dell«8 ottobre 2009 sulla libertà d'informazione in Italia e dell»8 settembre 2010 nonché quelle sulla legge ungherese sui media tenutesi in seno alle commissioni per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) e per la cultura e l'istruzione (CULT) il 17 gennaio 2011,
–    vista la decisione della commissione LIBE di chiedere all'Agenzia per i diritti fondamentali di elaborare una relazione comparativa annuale, che comprenda appositi indicatori, sulla situazione della libertà, del pluralismo e dell'indipendenza della governance dei media negli Stati membri dell'UE,
– vista la convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, in particolare gli articoli 5, paragrafo 2, 7 e 11,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che l'Unione europea è fondata sui valori della democrazia e dello Stato di diritto, quali definiti all'articolo 2 TUE, e pertanto, oltre a garantire e promuovere la libertà di espressione e d'informazione, sancita dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali e dall'articolo 10 della CEDU, riconosce il valore giuridico dei diritti, delle libertà e dei principi stabiliti nella Carta dei diritti fondamentali, come dimostra anche la sua adesione alla stessa Convenzione europea dei diritti dell'uomo, ai sensi della quale la libertà e il pluralismo dei media sono prerequisiti essenziali; considerando altresì che tra i citati diritti figurano la libertà di opinione e la libertà di ricevere e di comunicare informazioni senza controlli, interferenze né pressioni da parte delle autorità pubbliche,
B. considerando che il pluralismo e la libertà dei media nell'UE e nei suoi Stati membri continuano a destare gravi preoccupazioni (in particolare per quanto concerne Italia, Bulgaria, Romania, Repubblica ceca ed Estonia), come dimostrano le recenti critiche nei confronti della legge sui media e delle modifiche costituzionali introdotte in Ungheria nel periodo da giugno a dicembre 2010 formulate da organizzazioni internazionali come l'OSCE e dal Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa, da numerose organizzazioni di giornalisti nazionali e internazionali, da redattori ed editori, da ONG attive nel campo dei diritti dell'uomo e delle libertà civili, nonché dagli Stati membri e dalla Commissione,
C. considerando che la Commissione ha espresso preoccupazioni e chiesto informazioni al governo ungherese in merito alla conformità della legge sui media alla direttiva sui servizi di media audiovisivi e all«acquis in generale, segnatamente in relazione all'obbligo di offrire una copertura equilibrata applicabile a tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi, ponendo altresì in dubbio la conformità della legge al principio di proporzionalità nonché il rispetto da parte della stessa legge del diritto fondamentale alla libertà di espressione e di informazione sancito dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali, del principio del paese d'origine e dei requisiti di registrazione; considerando inoltre che il governo ungherese ha risposto fornendo ulteriori informazioni e avviando l'iter di modifica della legge al fine di risolvere i problemi sollevati dalla Commissione,
D. considerando che l'OSCE ha espresso notevoli perplessità circa la portata (materiale e territoriale) delle disposizioni legislative ungheresi, la libertà di espressione e la regolamentazione dei contenuti, la nomina di un unico responsabile sia per i media che per le telecomunicazioni nazionali e la conformità ai principi che disciplinano l'emittenza pubblica(3) , indicando non solo che la nuova legge nuoce al pluralismo dei media, sopprime l'indipendenza politica e finanziaria dei mezzi di comunicazione pubblici e consolida gli elementi negativi per la libertà dei media nel lungo periodo, ma anche che l'Autorità e il Consiglio responsabili dei media sono politicamente omogenei(4) ed esercitano un controllo pervasivo e centralizzato a livello governativo e politico su tutti i media; considerando che tra gli ulteriori motivi di preoccupazione figurano il carattere sproporzionato delle sanzioni, estremamente severe e imposte per ragioni tanto discutibili quanto indefinite, la mancanza di una procedura di sospensione automatica delle sanzioni in caso di ricorso giudiziario contro un provvedimento dell'autorità responsabile dei media, la violazione del principio della riservatezza delle fonti giornalistiche e la tutela dei valori della famiglia,
E. considerando che condivide le gravi riserve formulate dall'OSCE in relazione all'omogeneità politica dei membri dell'Autorità e del Consiglio responsabili dei media, alla tempistica, all'esercizio di un controllo pervasivo e centralizzato a livello governativo, giudiziario e politico su tutti i media, al fatto che le caratteristiche più problematiche della legge sono contrarie alle norme OSCE e a quelle internazionali in materia di libertà di espressione (ad esempio per quanto concerne la soppressione dell'indipendenza politica e finanziaria dei mezzi di comunicazione pubblici), alla portata (materiale e territoriale) della legge e alla decisione di non definire i termini chiave, che lascia i giornalisti nell'impossibilità di sapere quando nelle loro azioni è ravvisabile una violazione della legge,
F. considerando che il Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa ha invitato le autorità ungheresi a tener conto, in sede di revisione della legge sui media, delle norme del Consiglio d'Europa sulla libertà di espressione e il pluralismo dei media nonché delle pertinenti raccomandazioni del Comitato dei ministri e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e, in particolare, delle norme vincolanti sancite dalla CEDU e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo; considerando che il Commissario ha fatto riferimento all'uso di definizioni poco chiare che possono dare adito a interpretazioni erronee, alla creazione di un meccanismo di regolamentazione politicamente non equilibrato con poteri sproporzionati e in parte sottratto al controllo giudiziario, ai rischi per l'indipendenza del servizio radiotelevisivo pubblico e all'indebolimento della tutela delle fonti giornalistiche; considerando che lo stesso Commissario ha sottolineato la necessità di consentire una reale partecipazione di tutte le parti interessate, compresi i partiti all'opposizione e la società civile, alla revisione della citata normativa che regola un aspetto fondamentale del funzionamento di una società democratica come quello in questione(5) ,
G. considerando che, in un secondo parere emesso il 25 febbraio 2011, il Commissario per i diritti umani raccomanda una «revisione su gran scala» del pacchetto legislativo ungherese sui media con l'obiettivo, tra l'altro, di ripristinare una legislazione precisa che promuova media pluralisti indipendenti e rafforzi le garanzie che i meccanismi di regolazione dei media siano immuni da influenze politiche(6) ; che dichiara altresì che i media ungheresi devono essere in grado di svolgere il ruolo di guardiani in una società democratica pluralista e che, a tal fine, l'Ungheria deve rispettare i suoi impegni come Stato membro del Consiglio d'Europa e sfruttare al meglio le competenze di questa organizzazione nel campo della libertà di espressione e dell'indipendenza e del pluralismo dei media,
H. considerando che, di conseguenza, la legge ungherese sui media dovrebbe essere urgentemente sospesa e sottoposta a revisione sulla base delle osservazioni e delle proposte della Commissione, dell'OSCE e del Consiglio d'Europa, in modo da garantire la sua piena conformità al diritto dell'UE e alle norme e ai valori europei in materia di libertà, pluralismo e indipendenza della governance dei media,
I. considerando che, nonostante i ripetuti inviti del Parlamento a proporre una direttiva sulla libertà, il pluralismo e l'indipendenza della governance dei media, la Commissione ha finora posticipato tale proposta, divenuta sempre più necessaria e urgente,
J. considerando che, in materia di libertà di stampa e di espressione, tutti gli Stati membri dell'Unione europea sono tenuti a rispettare i criteri di Copenaghen per l'adesione all'UE, definiti nel giugno del 1993 in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen, e che tali criteri devono essere attuati attraverso la legislazione pertinente dell'Unione europea,
K. considerando che la Corte di giustizia, nelle cause riunite C-39/05 P e C-52/05 P, ha stabilito ai paragrafi 45 e 46 della sentenza che l'accesso all'informazione consente ai cittadini di partecipare più da vicino al processo decisionale e garantisce che l'amministrazione goda di una maggiore legittimità e sia più efficace e più responsabile nei confronti dei cittadini in un sistema democratico, e che ciò costituisce una «condizione per l'esercizio effettivo, da parte di questi ultimi, dei loro diritti democratici»,
1. invita le autorità ungheresi a ripristinare l'indipendenza della governance dei media e a porre fine alle interferenze dello Stato che recano pregiudizio alla libertà di espressione e a una copertura equilibrata dei media e reputa che la regolamentazione eccessiva dei media sia controproducente e metta a repentaglio il pluralismo effettivo nella sfera pubblica;
2. si compiace della cooperazione della Commissione con le autorità ungheresi per porre la legge ungherese sui media in conformità con i trattati e il diritto dell'UE, nonché dell'inizio dell'iter di modifica a livello nazionale;
3. si rammarica per il fatto che, per quanto concerne l'adesione all«acquis da parte dell'Ungheria, la Commissione abbia deciso di concentrarsi solo su tre aspetti e abbia omesso qualsiasi riferimento all'articolo 30 della DSMAV, limitando così le proprie prerogative al semplice controllo del rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea in sede di attuazione del diritto dell'Unione, da parte dell'Ungheria; esorta la Commissione a verificare che l'Ungheria rispetti il regime di responsabilità di cui alla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico nonché a esaminare il recepimento in Ungheria delle decisioni quadro dell'Unione europea sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale (2008/913/GAI) e sulla lotta al terrorismo (2008/919/GAI), che contengono riferimenti alla libertà di espressione e alle elusioni delle norme sulla libertà dei media;
4. invita la Commissione a continuare l'attenta sorveglianza e valutazione della conformità della legge ungherese sui media quale modificata conformemente alla legislazione europea, in particolare alla Carta dei diritti fondamentali;
5. invita le autorità ungheresi a coinvolgere tutte le parti interessate nel processo di revisione della legge sui media e della Costituzione, che rappresenta la base di una società democratica fondata sullo Stato di diritto, con un sistema adeguato di pesi e contrappesi, al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali della minoranza contro il rischio di una tirannia della maggioranza;
6. chiede alla Commissione di agire in base all'articolo 265 TFUE presentando, entro la fine dell'anno, una proposta legislativa a norma dell'articolo 225 TFUE, in materia di libertà, pluralismo e indipendenza della governance dei media, al fine di colmare le lacune del quadro normativo dell'UE sui media, utilizzando le sue competenze nei settori del mercato interno, della politica audiovisiva, della concorrenza, delle telecomunicazioni, degli aiuti di Stato, dell'obbligo di servizio pubblico e dei diritti fondamentali di tutti i cittadini residenti nel territorio dell'UE, nella prospettiva di definire almeno i requisiti minimi essenziali che tutti gli Stati membri sono tenuti a soddisfare e a rispettare, nell'ambito della legislazione nazionale, per assicurare, garantire e promuovere la libertà di informazione, un adeguato livello di pluralismo dei media e l'indipendenza della governance dei media;
7. invita le autorità ungheresi a rivedere ulteriormente la legge sui media, conformemente alle osservazioni e alle proposte formulate dal Parlamento europeo, dalla Commissione, dall'OSCE e dal Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa, alle raccomandazioni del Comitato dei ministri e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo, e, nel caso in cui la legge sui media sia ritenuta incompatibile con la lettera e lo spirito dei trattati e con il diritto dell'UE, con la Carta dei diritti fondamentali o con la CEDU, ad abrogare e a non applicare tale legge o quegli elementi della stessa che sono ritenuti incompatibili;
8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio d'Europa, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Agenzia per i diritti fondamentali e all'OSCE.
(1) GU C 104 E del 30.4.2004, pag. 1026.
(2) Testi approvati, P6_TA(2008)0459.
(3) Analisi e valutazione di un pacchetto di atti e progetti legislativi ungheresi sui media e le telecomunicazioni, a cura del dott. Karol Jakubowicz per l'OSCE.
(4) Lettera in data 14 gennaio 2010 del rappresentante per la libertà dei media dell'OSCE al presidente della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.
(5) http://www.coe.int/t/commissioner/News/2011/110201Hungary_en.asp (6) https://wcd.coe.int/wcd/ViewDoc.jsp?id=1751289.

Ringraziamo Elda Brogi di http://www.teutas.it/ per la segnalazione


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