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Articolo 21 - Editoriali
Aderisce Ossigeno, l'osservatorio di Fnsi e Odg sui giornalisti minacciati dalle mafie
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di Alberto Spampinato

OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE, l'osservatorio promosso della Fnsi e dell'Ordine dei Giornalisti per documentare le vicende dei cronisti italiani minacciati e costretti a vivere sotto scorta, aderisce con convinzione alla manifestazione per la libertà di informazione indetta dalla Fnsi per il 19 settembre prossimo, con questa dichiarazione di Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno:

"Il nostro Paese soffre da tempo di un male che è tipico delle democrazie deboli, un male che si va aggravando e del quale non si parla abbastanza: quello delle troppe notizie giornalistiche oscurate con le minacce, con il ricorso alla violenza fisica, con l'intimidazione, con l'uso improprio di azioni giudiziarie, con abusi di personaggi dotati di piccolo e grande potere. Il nostro osservatorio ha  contato circa duecento casi negli ultimi tre anni, soffermandosi sui cronisti che si occupano di mafia e di terrorismo. Ne deriva il quadro di un grave condizionamento della libertà di informazione e del diritto dei cittadini a ricevere tutte le notizie di rilevante interesse sociale. Il quadro di una libertà di stampa condizionata, di una scena pubblica che non è illuminata come dovrebbe, di un corpo sociale che non riceve tutto l'ossigeno informativo di cui avrebbe bisogno per sviluppare le attività vitali. Non ce ne siamo accorti solo noi col nostro piccolo osservatorio. Se ne sono accorti i principali osservatori internazionali sull'informazione giornalistica, Freedom House e Reporters Sans Frontieres, che trattano l'Italia come un sorvegliato speciale e quest'anno hanno declassato in nostro Paese, inserendolo, unico nell'Unione Europea, fra i paesi in cui l'informazione è "parzialmente libera", sia a causa delle minacce ai giornalisti, alcuni dei quali costretti a vivere sotto scorta, sia  a causa della concentrazione del potere televisivo e del conflitto di interesse del premier, e anche per lo scenario ancor più preoccupante prospettato dal progetto di legge del governo sulle intercettazioni, che se approvato nel testo conosciuto restringerebbe drasticamente il diritto di cronaca.
Tutto ciò era già un grande problema. Poi il presidente del Consiglio ha citato per danni La Repubblica e L'Unità. Contestando di fatto agli organi di informazione la funzione che è loro propria, di controllori critici, severi e indipendenti, ha spinto la situazione verso il limite della tollerabilità democratica. Credo che nessun giudice potrà riconoscere la pretesa del premier, ma l'effetto intimidatorio della sua iniziativa va contestata subito, sul piano sociale, e non solo sul piano giudiziario, da tutti coloro che credono nell'equilibrio dei poteri e nella insostituibile funzione della stampa libera, che certamente - vale ribadirlo - non viola i propri doveri quando pone domande e insiste per avere risposte, e neppure quando ricompone in una esposizione unitaria il quadro delle informazioni disponibili su controversi comportamenti e attività.  Perciò la giornata di protesta del 19 è giusta e tempestiva, merita la partecipazione di tutti i cittadini che credono nella democrazia. Sarà difficile farla passare per una iniziativa di parte."

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