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Articolo 21 - Editoriali
Lettera ai lavoratori dagli studenti
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di Le studentesse e gli studenti dell'Unione degli Studenti Genova

Compagni lavoratori, stiamo assistendo ad un periodo buio per la nostra società, specie per le classi più deboli. Nel giro di pochi giorni abbiamo visto l' approvazione del DDL Gelmini, che cancella quel poco di pubblico rimasto nelle università e l' accordo FIAT sullo stabilimento di Mirafiori.

Sono segni inequivocabili che i diritti, degli studenti e dei lavoratori, conquistati con anni di durissime lotte, sono ormai sempre più ignorati e calpestati da questa classe dirigente. Una classe dirigente che non ci rappresenta per nulla, che va da Marchionne alla Gelmini fino a tutti coloro, politici imprenditori e banchieri, che, in nome del profitto e dell' arricchimento, sono responsabili di questa crisi che vogliono far pagare ai ceti più deboli: operai, studenti e precari.

Questo sistema capitalistico ci vuole infatti sempre più ignoranti ed incapaci di far sentire la nostra voce, privandoci del diritto allo studio, della conoscenza e del diritto ad avere un lavoro sicuro e dignitoso.

Noi che studiamo la storia nelle nostre scuole, abbiamo assistito al più grande inganno che i padroni abbiano mai architettato nella storia dell'uomo: sono riusciti a trasformare nell'immaginario collettivo il termine "lotta di classe", che non è più la lotta tra due classi contrapposte ma un attacco a senso unico del padronato verso i lavoratori, nella "beneficienza" che fanno i grandi manager salvando le aziende e i lavoratori italiani. Cosa sarà mai la perdita di qualche diritto a confronto della salvaguardia del posto di lavoro e del salario? Cosa saranno mai turni da 10 ore al posto delle 8 ore conquistate con il sangue dai nostri padri e i nostri nonni, pur di conservare il lavoro e dare da mangiare ai vostri figli?

Dobbiamo quindi reagire a questa condizione di sfruttamento, sempre peggiorata negli ultimi decenni, e che peggiorerà ulteriormente se restiamo passivi e continuiamo a lottare solo settorialmente, senza un obbiettivo comune che ci unisca; ci sembra infatti necessario unire i fronti della protesta e del crescente disagio sociale, uniti, perché crediamo che solo così sia possibile ottenere qualcosa di veramente concreto e migliorare le condizioni e le opportunità di chi lavora e chi studia.

Ci appelliamo a voi perché pensiamo che abbiate figli a scuola e all'università, ai quali immaginiamo vorreste dare la possibilità di studiare e di avere un futuro dignitoso alla portata di tutti e che non sia un bene esclusivo di classe. Inoltre in voi vediamo ciò che potrebbe essere il nostro futuro, molti di noi magari un giorno lavoreranno a Mirafiori o a Pomigliano, e non vogliamo rimanere lavoratori sfruttati, sottopagati, precari, con la continua minaccia della cassa integrazione e senza alcun diritto, per questo le nostre lotte sono le vostre e viceversa.

Votare NO al referendum sull' accordo di Mirafiori è l'unico modo in questo momento per rispondere con forza a questo attacco al lavoro e ai diritti. L'unica risposta possibile a lungo termine è la lotta di classe. Se come dice Marchionne, la Fiat non ha bisogno di Mirafiori e può trasferire all'estero al produzione, allo stesso modo gli operai e Mirafiori, che saprebbero gestire e aumentare la produzione meglio di chiunque altro, non hanno bisogno della Fiat e meno che mai di Marchionne.
Questo paese ha bisogno di un nuovo 25 aprile, di una nuova Liberazione, e tutto ciò deve nascere dall'unione tra studenti e lavoratori, tra tutte le persone colpite dalla crisi e che non sono più disposte ad abbassare il capo di fronte alle ingiustizie.

Uniamo le lotte, riappropriamoci dei diritti, costruiamo lo sciopero generale e generalizzato.
Le studentesse e gli studenti dell'Unione degli Studenti Genova

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