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Articolo 21 - Editoriali
Ultimi censori "a caccia d'autore"...
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di Gaspare Serra*

 

PREVISIONI SULL'ITALIA: FORTI "VENTI DI CENSURA" DAL NORD-EST???

Se è vero che la libertà è un po' come l'aria -ti accorgi di quanto sia importante solo quando inizia a mancare...-, in questo Paese, da un po' di tempo, si respira un'aria sempre più viziata, sgradevole, maleodorante...
Se qualcuno si fosse "illuso" di vivere in una democrazia pienamente matura, infatti, in questi giorni avrebbe qualche motivo in più per "ricredersi"...
In un'Italia "allo sbando", che ha perso ogni "bussola" (distratta dagli scandali sessuali del momento), è passata sotto silenzio una notizia filtrata da pochissimi mass-media: in Veneto "son tornate di moda le streghe" (o meglio -verrebbe da dire...- la caccia ai "Premi Strega"!).

La notizia è emersa il 21 gennaio scorso, a seguito di un servizio del Tg3 (unico tra i tg nazionali ad aver affrontato la vicenda): nel nord-est iniziano a circolare "liste di proscrizione" di autori "sgraditi" al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!
Primo in lista?... Ovviamente Roberto Saviano!
Quale miglior "segno di civiltà" attendersi in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia???

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario...”
(Primo Levi)

PROPOSTA "SCHOCK" DAL VENETO:
AUTORI "SCOMODI" AL POTERE? IN ARRIVO UN "INDICE DEI LIBRI PROIBITI"!

Di primo impatto la notizia suscita meraviglia, stupore, incredulità...
Ma è ripercorrendo nei dettagli l'intera vicenda che prevale l'inquietudine, lo sconcerto, l'"indignazione"!

Tutto ha inizio quando due semi-sconosciuti esponenti del Pdl veneto, Paride Costa (consigliere comunale del comune di Martellago) e Roberto Bovo, hanno un'idea geniale...
Quale?
Quella di reclamare:
1- la "messa al bando", da tutte le scuole pubbliche e le biblioteche civiche veneziane, di "40" autori (tra i quali spicca il nome di Roberto Saviano!)
2- e la "cancellazione" delle presentazioni di libri e degli incontri pubblici con questi autori!
Il che spiega l'"incredulità" dell'inviata del Tg3 nell'apprendere di non poter più reperire i testi degli autori "sconsigliati" (compreso l'ormai celebre "Gomorra"!) nella biblioteca pubblica del comune di Preganziol, e l'imbarazzo di una "rammaricata" bibliotecaria!

Ma quali sarebbero le ragioni di una simile "epurazione"?
"Noi -hanno dichiarato i due promotori dell'iniziativa in una lettera pubblica- chiediamo che venga adottata una forma di boicottaggio civile nei confronti degli scrittori italiani che, l’11 febbraio 2004, hanno firmato la petizione a sostegno del terrorista Cesare Battisti, chiedendone la liberazione".
Si tratta di una "ritorsione" nei confronti di quegli autori "colpevoli" di aver firmato nel 2004 una petizione pubblica in favore di Cesare Battisti (al tempo, rifugiato ancora in Francia).
Petizione tramite la quale gli stessi intellettuali non avevano certo "inneggiato al terrorismo" bensì si erano limitati:
I- a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, "sommario"- svolto a carico del terrorista rosso
II- e ad invocare un "atto di clemenza" in favore dello stesso, per chiudere definitivamente la pagina nera degli "anni di piombo" senza l'ostinata ricerca di "capri espiatori".

Ma -prescindendo dal caso Battisti...- è legittimo "punire" alcuni intellettuali per la semplice ragione d'avere offerto una "lettura diversa" di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa???

"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca, si muore..."
(Luigi Sturzo)

I "CENSORI DELLA LIBERTA'"...

Una simile proposta di "boicottaggio" è probabilmente "tollerabile" in un Paese libero: è forse reato, d'altronde, "l'ostentazione di stupidità"?!
Ciò che pare "intollerabile", invece, è che:
- mentre in qualsiasi altro paese civile l'appello dei due "censori veneti" sarebbe stato accolto come la "provocazione" di qualche "politico d'assalto" alla ricerca di visibilità...
- in Italia brandire la "gogna mediatica" contro alcuni scrittori "faccia ancora gola", cosicché, quella che doveva essere una mera provocazione, trova subito numerosi estimatori (quasi "rammaricati" di non averci pensato prima!).

Il primo a rispondere all'appello, così, è stato l’assessore alla Cultura della provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, annunciante con tono solenne: "scriverò agli assessori alla Cultura dei comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite, e chiederò loro(...) che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali(...). Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità".
A fianco di Speranzon, inoltre, si sono prontamente schierati anche l’assessore regionale alla Cultura, Marino Zorzato, e quello all’Istruzione, Elena Donazzan, quest'ultima dichiarante: "inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l'appello a favore di Cesare Battisti(...)".
E la Lega? Ci ha pensato Gianantonio Da Re, segretario leghista nella Provincia di Treviso, a mettere anche il suo cappello sull'iniziativa, dichiarando: "bene ha fatto l'amministrazione comunale di Preganziol ad eliminare quei libri(...). Se non vengono letti, non muore nessuno e la cultura non ne subirà alcun danno. Anzi, meglio metterli in uno scatolone in uno scantinato, chissà non se li rosicchi qualche criceto(...)".

"Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire..."
(George Orwell)

IL "PRETESTO BATTISTI": LA CENSURA AI TEMPI DELLA LEGA...

Se è chiara la motivazione ufficiale del "bando veneto" (la necessità di una presa di distanza dai cd. "autori pro-Battisti"), è altrettanto chiaro che "boicottare" alcuni scrittori perché firmatari di un appello pubblico è un evidente "pretesto" per avallare una "porcata censoria" bella e buona!
Occorre tenere ben distinti, dunque, il giudizio sul caso Battisti da quello sul tentativo politico di imbavagliare e, in qualche modo, "punire" qualsiasi forma di esplicito "dissenso"!

A mio avviso, ad esempio:
I- ogni assassino merita una giusta condanna, ed i familiari di ogni vittima hanno diritto a chiedere (ed ottenere) giustizia
II- la Giustizia è un rito che, in uno Stato di diritto, non può che compiersi nelle aule di tribunale
III- su Cesare Battisti la Giustizia italiana ha già fatto il suo corso, decretando una verità giudiziaria "inappellabile" (una condanna a quattro ergastoli per la commissione di quattro omicidi)
IV- e il Governo italiano ha tutto il diritto di richiedere l'estradizione di un suo ricercato (specie se  rifugiatosi in uno "stato amico").
Ciò, però, nulla toglie al fatto che non sarebbe un modo "degno" di rendere onore alle vittime di Battisti quello di "lavare il loro sangue" (e, magari, la nostra coscienza...) "sparando a zero" contro intellettuali colpevoli di un presunto "reato d'opinione"!

"Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano..."
(Marco Travaglio)

L'INSOSTENIBILE "PESANTEZZA" DEL POTERE...

La scelta dell'Amministrazione di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) di ritirare dagli scaffali della biblioteca "Gomorra" (un best-seller venduto in "2 milioni" di esemplari solo in Italia e tradotto in "43 lingue" nel mondo) è un atto d'inaccettabile e vergognosa arroganza, di "terrorismo culturale"!
Sebbene il sindaco leghista, Sergio Marton, abbia cercato di "smorzare" le polemiche (negando ogni ritorsione contro Saviano), così come l'assessore regionale Elena Donazzan ha ritirato l'intenzione di inviare una lettera a tutte le scuole venete, la "frittata" -verrebbe da dire- oramai è fatta!
Il fatto stesso che si concepisca una simile provocazione è sintomatico della "bassezza etica e morale" raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di "squilibrio e intolleranza"!
Alcuni amministratori pubblici hanno dato l'impressione di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una "cosa loro", di uno "strumento di propaganda"!
Siamo al "delirio d'onnipotenza", al superamento di ogni "limite di decenza" (oltre che di ogni dettato costituzionale!).
Il clima che si cerca, così, di fomentare è da "caccia alle streghe" (o, per lo meno, ai "Premi Strega", come Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l'odio politico contro chi manifesta un minimo "spirito critico" nei confronti del pensiero pubblico prevalente.

Nonostante si parli di "boicottaggio civile", l'iniziativa "biblioteche vuote" -come credo giusto ribattezzarla!- non è certo una "spontanea mobilitazione" di cittadini: si tratta, piuttosto, di una direttiva politica imposta dall'alto, dietro il "subdolo ricatto" di ritorsioni contro quegli amministratori e dipendenti pubblici che non sottostaranno ai "diktat"!
Come interpretare diversamente, del resto, le parole dell'assessore Speranzon ("ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità")???
Forse ha alluso al congelamento di fondi, al mancato patrocinio di iniziative... insomma, a una forma di "mobbing" nei confronti di quei Comuni non "allineati"?!
Ma chi gestisce denari pubblici non dovrebbe mai usare gli stessi come "arma di ricatto" per promettere "regalie" ai servitori più obbedienti e "tagli di fondi" agli amministratori più ribelli!

"La stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà..."
(Alexis de Tocqueville)

SAVIANO ANCORA "AL CENTRO DEL MIRINO"...
TIPICI AVVERTIMENTI DI "STAMPO BERLUSCONIANO"???

Mentre Saviano incassa anche il "vivo plauso" statunitense (in un dispaccio dell'Ambasciata americana in Spagna, fatto trapelare da Wikileaks, si legge che gli Americani giudicano lo scrittore napoletano una "bussola morale" per gli Italiani...), in Italia si respira sempre più un'"aria di tempesta" intorno all'autore di Gomorra, di cui i "venti di censura" che soffiano forti dal nord-est sono solo l'ultima avvisaglia...

Egli è divenuto il bersaglio principale della campagna "biblioteche vuote" lanciata dal centrodestra veneto.
E, a conferma di come il caso Battisti sia solo uno "sfacciato pretesto", si scopre il particolare per cui Saviano, pur avendo sottoscritto l'appello incriminato nel 2004, da oltre un anno ha ritirato la sua firma!
Suscita perplessità, inoltre, il fatto che la "messa al bando" dello scrittore napoletano abbia fatto seguito alle denunce di collusioni tra la N'drangheta e la Lega lanciate dallo stesso durante la trasmissione televisiva "Vieni via con me".
Che l'epurazione di Gomorra sia il "frutto avvelenato" delle recenti roventi polemiche tra Saviano e Maroni???

L'impressione è che attorno a Saviano si stia orchestrando una "campagna di delegittimazione" volta a screditare un personaggio "scomodo" per la politica (ancor più in tempi in cui la fiducia dei cittadini nella politica "precipita a capofitto", mentre l'indiscussa "statura morale" di tale figura lo rende terribilmente "credibile"!).
Una campagna a cui solo di recente si è aggiunta la Lega, mentre ha visto protagonista il nostro Primo Ministro, Silvio Berlusconi, da tempo impegnato a "polemizzare" contro Saviano.
Il motivo?
A suo dire, offuscherebbero l'immagine dell'Italia nel mondo e gli straordinari risultati raggiunti dal Governo nella lotta alle mafie...
Ma le dichiarazioni del Cavaliere, mai come in questo caso, sono più "eloquenti" di ogni altro giudizio:
- 28 novembre 2009: “Dobbiamo finire di parlare di mafia (…). Io se trovo chi ha girato nove serie de la Piovra e scritto libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo!”;
- 16 aprile 2010: “La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra e, in generale, la letteratura, Gomorra e tutto il resto”.

Con che animo credete possa lavorare quello scrittore o giornalista (possibilmente meno tutelato di Saviano o famoso di Tiziano Scarpa...) che vorrebbe continuare a scrivere con "onestà e dignità" in un Paese in cui un Presidente del Consiglio, riferendosi agli stessi, ammette che avrebbe tanta voglia di "strozzarne uno" (per educarne cento???)?!

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure(...)"
(Costituzione Italiana, art. 21)

CENSURA "AD PERSONAM"???

L'aspetto più grave del boicotaggio "sui generis" adottato in Veneto è che non si tratta di una censura "ad actum" (di un testo in particolare, per contenuti magari giudicati contrari al "buon costume"...) bensì -per così dire- "ad personam" (di una lista d'intellettuali, così finendo col censurare delle opere letterarie semplicemente in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori!).

Ma se la politica pretende di definire il giusto e l'errore, il vero e il falso, il bene e il male, perché non chiedere la rimozione anche di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o, ancor peggio, il "Mein Kampf" di Adolf Hitler, principale simbolo della propaganda nazista?
Perché, inoltre, non mettere al bando anche quegli autori che sostengono che l’11 settembre sia stato un complotto orchestrato ad arte dall'Amministrazione Bush?
E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!

Semplice: perché, se si coglie a pieno l'"inno alla libertà" di Voltaire, si comprende come la cultura o è libertà (libero accesso alla conoscenza e all'informazione) o "non è" cultura, bensì qualcos'altro (ad esempio, "propaganda"!).
Se prevalesse, al contrario, la "logica censoria", il rischio è di veder ampliare "a dismisura" l'elenco degli autori "messi all'indice"!

“Nulla è più pericoloso di un’idea quando è l’unica che abbiamo...”
(August Alain)

LA LIBERTA' DI PENSIERO O E' "TOTALE" O "NON E'"!

In un Repubblica democratica, in cui la libertà di pensiero e di espressione assurge a "diritto costituzionale" (art. 21), possono avere cittadinanza iniziative censorie dal tratto "illiberale", espressioni -da destra- della peggiore mentalità "stalinista"???
"Democrazia" non vuol mai dire "dittatura della maggioranza"!
Esprimere un'opinione è sempre un "diritto", mai un "privilegio" concesso a chi si conforma al giudizio più comune!
Un Paese può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più "scomode" o isolate: questo è il prezzo che "si deve" pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!

Dietro l’etichetta “boicottaggio civile” si nasconde un atto di "violenza culturale", un'azione "ritorsiva" nei confronti del mondo della cultura e "restrittiva" della libertà dei lettori, un'epurazione contraria non solo al "buon senso" ma anche -aggiungerei- al "buon gusto"!
Se oggi si "criminalizzano" decine di intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli "sgraditi", degli “anti-italiani", dei "nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un'opinione politicamente "scorretta" o, comunque, "minoritaria"???

La "libertà di pensiero" -forse la sola tra le varie espressioni di libertà- o è "totale" oppure "non è" vera libertà!
In un paese libero ogni cittadino, così, ha il diritto di esprimere "qualsiasi opinione":
a- purché non faccia "mai" ricorso alla violenza
b- purché non violi la legge (non commetta un reato)
c- e persino nel caso in cui esprimere un'opinione configuri un reato allorquando la legge (pur sempre espressione di una maggioranza parlamentare...) sia contraria alla Costituzione, unica "Legge Suprema" alla quale sentirsi sottomessi!

“Gli uomini di cultura devono seminare dubbi, non raccogliere certezze...”
(Umberto Bobbio)

" LIBERI DI LEGGERE, LIBERI DI SCEGLIERE! "

Perché mai tanta "diffidenza" nei confronti della "capacità critica" dei lettori?
Nessun amministratore di turno può arrogarsi il diritto di scegliere discrezionalmente (in base a criteri certamente non artistico-letterari, bensì politico-ideologici) cosa sia "degno" di esser letto dai lettori!

E perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere "liste nere", non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell'Istat)???
E perché gli amministratori, piuttosto che "svuotare" ancor di più le nostre già scarne biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i "246" libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come ci rivela una tabella della European House-Ambrosetti formulata sulla base dei dati dell’International Library Statistics)?!

Detto questo, cosa decidiamo di fare noi Italiani, noi Società civile?
Vogliamo alzare la testa, scrollarci le braccia, oppure -citando il "Manifesto dell'antimodernità" di Massimo Fini- scegliamo di lasciarci condurre al macello "docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia"?!

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