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Articolo 21 - CULTURA
Ex cinema Palazzo, resistenza culturale nel cuore di Roma
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di Bruna Iacopino

Ex cinema Palazzo, resistenza culturale nel cuore di Roma “Non so se questa si possa definire rivolta culturale, di sicuro siamo delle sacche di resistenza attiva...” il ragazzo che impugna il microfono davanti ad una platea nutrita e rumorosa di spettatori che hanno deciso di passare il loro sabato sera dentro l'ex cinema Palazzo, ribattezzata Sala Vittorio Arrigoni, avrà sui vent'anni, o forse qualcuno in più...
Con entusiasmo, circondato dai compagni che nel frattempo continuano a percorrere la sala per far si che tutto funzioni per il meglio e tutti i presenti riescano a trovare un posto, si appresta a presentare gli ospiti che, anche qui gratuitamente animeranno la serata a sostegno della lotta “popolare” che si oppone alla realizzazione di un casinò nello storico quartiere romano di San Lorenzo.
La storia è semplice, e come nelle migliori tradizioni è storia di speculazione selvaggia riassunta così nell'appello che gli occupanti stanno facendo circolare ormai da mesi e che ha già raccolto circa seimila firme: “ Il cinema teatro Palazzo apre nei primi decenni del ’900 e vive per alcuni decenni una stagione culturale di tutto rilievo che coinvolge anche Ettore Petrolini e Romolo Balzani. La struttura è stata trasformata nel corso degli anni in una sala biliardo e poi una sede del Bingo. Attualmente è in corso una ristrutturazione da parte di una Società privata per allestire un Casinò con tanto di slot machine e giochi virtuali.”
La “ristrutturazione” in questione fa capo ad una società di nome Camene, che a guardar bene e a leggere l'accurato dossier messo insieme e reso disponibile on-line dagli occupanti, sembrerebbe non brillare proprio per trasparenza... insomma, occupanti, ma con il piglio da investigatore.
“Tutto era cominciato con l'intento di compiere un'azione simbolica, pensavamo di rimanere dentro due/tre giorni, invece sono passati tre mesi... non pensavamo di mettere in moto una cosa così grossa e di certo non ci aspettavamo di avere a che fare con un quadro così complesso e poco trasparente...”
Alessandro è uno degli occupanti, appunto. Lo trovo seduto all'ingresso, a chiedere un obolo di sottoscrizione per sostentare l'occupazione.
“ Sta andando bene, molto bene” mi dice soddisfatto mentre saluta chi entra, in  attesa che inizi lo spettacolo. “ Alle prime assemblee di gestione erano presenti più di cento persone. Abbiamo ricevuto piena solidarietà da parte del quartiere che si è stretto attorno a noi e ciò da ragione alla nostra lotta, alla sua natura popolare: questo spazio va restituito alla collettività e alla sua vocazione originaria...”
Sul sito la lista dei ringraziamenti è corposa: dai singoli, agli esercizi commerciali della zona, come bar e ristoranti, che forse, dall'apertura di un casinò avrebbero piuttosto tutto da guadagnarci, ma, a ben vedere per molti, fortunatamente ancora, non è il guadagno l'unico scopo.
Così la sala Vittorio Arrigoni, è diventata pian piano un punto di riferimento per il quartiere, un luogo in cui tornare a  sperimentare forme di socialità diverse da quelle imposte ormai dalle leggi del mercato, soprattutto in metropoli come Roma.
“ Qui- racconta Alessandro- le persone anziane della zona vengono a trascorrere il pomeriggio insieme agli amici... un po' di tempo fa c'è stato un torneo di tre-sette organizzato con Elio Germano che ci è stato vicino sin dall'inizio... e poi comunque cerchiamo di proporre un'offerta culturale, dalle serate di teatro, al cinema, alle presentazioni di libri, qualche laboratorio...”
E tra le più strenue sostenitrici dell'occupazione c'è la signora Adele, un'arzilla vecchietta, seduta tra le prime fila anche sabato sera.
Una platea variegata come variegato è il gruppo degli occupanti ( Cittadini, attivisti, associazioni, attori, registi, studenti, artisti…), fra cui si riconosce anche qualche volto già visto al Valle... come a dire che, vuoi o non vuoi, tutte le lotte in un modo o nell'altro finiscono per incrociarsi creando sinergie positive ( la serata di sabato è frutto di questa sinergia).
E, come al Valle, nonostante il caldo, si resiste anche ad agosto. “Ci aspettiamo la convocazione di un tavolo di trattativa con Camene per settembre, è infatti passato da poco un ordine del giorno al riguardo.” Aggiunge Alessandro. La “sponda politica” ( dalla provincia al comune), anche in questo caso, ha fatto la sua parte. E in attesa di settembre si può anche continuare a progettare: “ Vorremmo costituirci in associazione in maniera tale da poter prendere parte a bandi e finanziamenti, al momento aspettiamo di capire cosa succederà a settembre...”
Lo spettacolo inizia che sono ormai le 9, 30 circa, sul palco si susseguono Pino Marino, Valerio Mastandrea, Diego “Zoro” Bianchi e il suo trio chiamato Trinità con ospiti speciali Ilaria Graziano e Niccolò Fabi... l'atmosfera è quella di una grande festa tra amici, sotto la scritta “Dignità per San Lorenzo”...
Che è un po' anche: dignità per la cultura, dignità per noi tutti.


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