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Articolo 21 - ECONOMIA
Settore auto: aziende in crescita, tranne la Fiat
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di Adriano Donaggio

Settore auto: aziende in crescita, tranne la Fiat

Perplessi come artisti sotto la tenda di un circo, gli economisti della finanza che conta, riuniti a Davos, hanno calcolato tutti gli indici dell’ economia, non hanno previsto quello che sta succedendo ora nel Medioriente. A volte i dettagli sfuggono. Un commentatore severo ha detto: “Sono la caricatura del paleo marxismo. Credono che tutto nasca e finisca con l’ economia. Per questo i conti non gli tornano”. Mentre finanzieri, uomini politici, economisti, la gente che conta, tornata a casa dall’ ennesimo vertice, dall’ ennesima cena di gala, si rigira tra le mani i dati del pil, i conti sui deficit di banche e paesi,  viviamo con i dati che  arrivano sul tavolo e la realtà sociale  che li scombina. C’ è questo “fastidio”: la gente non accetta di farsi condizionare dai calcoli. Le quattro operazioni non riescono a dominare le nazioni. Arrivata a un certo punto, la gente non ci sta più, fa saltare il tavolo, mentre  gli uomini della finanza continuano a valutare dati, a fare calcoli, a tentare di mettere nel sacco una realtà sociale che non sembra disposta ad arrendersi, che organizza la rivolta del pane.
Tra i dati che gli economisti stanno esaminando in questi giorni, ci sono quelli del settore auto. Incredibile a dirsi, è un settore che sta andando bene. Meno bene per il gruppo Fiat Chrysler anche se Marchionne “ha rivoltato la Chrysler come un calzino”, ha chiuso una mezza dozzina di stabilimenti, una decina li ha ristrutturati, da luglio ha riaperto le assunzioni pagando i nuovi operai la metà rispetto agli anziani. Quindi, crisi superata? No, ma naturalmente lo sarà nel corso del 2011. Torneranno utili e vendite. Così dicono.
Intanto la General Motor, entrata in crisi assieme alla Crysler, senza ricorrere al prestito del governo statunitense, ha annunciato a gennaio un aumento delle vendite del 22%. Nel 2010 il primo produttore si è confermata la Toyota (8,41 milioni), ma subito dopo, seconda è risultata la General Motor (8,38 milioni). L’ alleanza Renault Nissan ha venduto 7.276.398, con un incremento del 19,6%. La Wolkswagen nel 2010 ha venduto 7,14 milioni di veicoli.
E la Fiat Chrysler? Marchionne annuncia: nel 2011 produrremo oltre 4 milioni di vetture e veicoli commerciali leggeri (più o meno la metà di quello che la General Motor senza prestiti governativi ha già venduto l’ anno scorso). E meno male che è stata rivoltata come un calzino. E in Italia dove la realtà sociale è stata domata e la Cgil messa fuori gioco? Il gruppo Fiat (che comprende, come è noto,  i marchi Fiat, Alfa Romeo, e Lancia), a gennaio, su base annua, registra immatricolazioni in calo del 27,8%. Che il mercato dell’ auto in Italia sia in difficoltà si sa, ma che le altre aziende migliorino, producano e vendano in tutto il mondo e il Gruppo Fiat Chrysler insegua a distanza, forse a fatica, è preoccupante. Landini avrà un cattivo carattere, sarà l’ uomo del no, ma forse, visto che anche lui i dati li sa leggere,  qualche motivo di preoccupazione ha ragione di averlo. Magari delle volte ha anche un incubo: che qualche promessa, come i sogni, svanisca all’ alba del nuovo giorno o magari dell’ anno prossimo.


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