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Giuliano Montaldo, "Non se ne può di questa palestra erotica"
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di Michele Cervo

Giuliano Montaldo, "Non se ne può di questa palestra erotica"

L’ultimo attacco ai giudici da parte del Presidente del Consiglio e dai vertici del Pdl ha inasprito lo scontro istituzionale. Ci si chiede se la scena finale del film di Nanni Moretti “Il Caimano” non sia stata una visione profetica, con l’assalto ed il lancio di una molotov contro i giudici. Vedremo nella realtà, in futuro, quella stessa scena? Per il regista Giuliano Montaldo che ha regalato a quel film una sua piccola partecipazione, l’intuizione di Moretti è stata quella di far dire al protagonista :”Guardate vi lascio un rogo alle mie spalle”. Uno scenario inquietante. “ Per tale ragione – ci dice in questa intervista – bisogna subito spegnere queste fiamme”.

Montaldo, siamo dunque all’assalto finale ai giudici ed alle istituzioni, come nel film?
“L’assalto ai giudici c’è da molto tempo. Che sia finale c’è da augurarselo. Nel senso che è finito tutto ciò a cui stiamo assistendo, quindi tutti a casa.  Non c’è dubbio che  il grande intuito di Nanni Moretti è stato quello di raccontare un finale agghiacciante, dove ha voluto far dire al protagonista: “dietro di me c’è il disastro, vi lascio un rogo alle mie spalle”. Questo è inquietante,  fa paura solo a pensarci . Credo comunque che non  potrebbe accadere. E noi dobbiamo assolutamente evitare che ciò accada,  spegnere subito queste intenzioni , queste piccole fiamme che potrebbero esplodere, e dire, veramente, che è ora di finirla. Perché  ti dico la verità, non ho più neanche voglia di aprire i giornali.  Ogni volta è una novella sulle prestazioni sessuali di qualcuno,  oramai si allarga questa palestra erotica. Io sono stanco e mi stupisco che tutti insieme non siamo per strada a dire: “Non se ne può più”.

E questo perché non accade?
“Perché non c’è un’opposizione e una sinistra più unità, più propositiva, più compatta.  Un signore che è ricco, che ha le donne, che fa i regali, che fa quello che gli pare, che dice che bisogna fare quello che si vuole, che ogni giorno inventa una barzelletta su se stesso e la racconta come se fosse quella la sua Costituzione, è chiaro che fa ridere, sembra di stare in un cabaret.  Mi chiedo se è possibile avere un comico,  un guitto come capo del governo,  uno che parla di sesso alla sua età. E questa  non è invidia, ma  soltanto una malinconica sensazione”. 

Poi ci sono anche gli attacchi alla Costituzione.
“Guardi noi abbiamo una Costituzione giudicata tra le più belle. I padri costituenti hanno fatto un ottimo lavoro. Bisogna spiegarla bene, soprattutto nelle scuole, raccontare ogni articolo. Sento cose bellissime che riguardano appunto la nostra Costituzione.  Mi chiedo se sia conosciuta anche da tanti che siedono negli scranni alti del Parlamento. Bisognerà spiegarlo a loro perché questa nostra costituzione è così perfetta e bella da essere invidiata da tutto il mondo. Perché mi pare che è calpestata troppo spesso e ignorata in molti articoli. E’ stata scritta da uomini che pensavano ad un’Italia diversa, certo non questa. Se avessero visto cosa sta accadendo adesso parecchi sarebbero morti d’infarto”.

L’associazione Articolo 21 insieme ad una rete di associazioni sta organizzando per il 5 marzo una manifestazione a difesa della Carta costituzionale. Si chiede di scendere in piazza senza bandiere di partito, ma solo con il tricolore. Cosa ne pensa?
“Sono perfettamente d’accordo. Ci sono tre colori, quindi teniamo quelli. Diciamo che su questo sulla costituzione non ci sono partiti, c’è la costituzione, ci siamo noi  tutti uniti, siamo insieme. Uniti per la difesa di un qualcosa di importante”.

Quindi ci sarà?
“Certamente, sarò in piazza con tutti”.  

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