di Giuseppe Giulietti
Ci auguriamo che il direttore generale Rai Masi non voglia fare per la quinta, sesta, settima volta l'ennesimo comunicato nel quale ribadire che Benigni, Saviano, Paolo Rossi potranno andare in onda. Evidentemente non si rende conto che questi continui comunicati sono la conferma più palese di questa clamorosa anomalia italiana. Per quale ragione autori come Benigni o Saviano non dovrebbero andare in onda? Per quale ragione risultano essere persone sgradite, da non ospitare? Ma in quale altra azienda al mondo i migliori talenti debbono giustificarsi? Ha assolutamente ragione Saviano quando afferma che c'è in atto una campagna di mobbing contro alcuni autori, conduttori e programmi. Una campagna contro coloro che non intendono piegarsi alla logica della circolare Masi, e che non vogliono passargli la scaletta.
Al di la delle parole è ormai in atto un progetto di azzeramento della Rai, un vero progetto di disgregazione del servizio pubblico che ha origine nel piano della P2 di Licio Gelli i cui amici e soci sono tuttora presenti nei gangli vitali della vita pubblica. Non sono più possibili mediazioni. E' ora che dirigenti, funzionari, dipendenti vogliano riprendere in mano il loro destino e dar vita ad un grande movimento al di là di qualsiasi logica di schieramento affinchè questo raccapricciante disegno non vada a compimento.
A "Porta a Porta" è andato in scena un uso privatistico e irrituale del servizio pubblico