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Questa sera tutti sui Raitre per "il Caimano". Come se votassimo per un nuovo referendum
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di Stefano Corradino*

Questa sera tutti sui Raitre per "il Caimano". Come se votassimo per un nuovo referendum

Questa sera in prima serata Raitre trasmette il film “il Caimano”. Un lungo calvario quello della pellicola di Nanni Moretti, approdato in Rai dopo numerose polemiche (anche quando la trasmissione “Parla con me” voleva mandarne in onda una sequenza). Tutto sembra nascere da quei minuti finali: Silvio Berlusconi è nell’aula del Tribunale di Milano, nel giorno in cui la Procura chiede al gip il giudizio immediato nei confronti del premier. Il ‘Caimano’, interpretato dallo stesso Moretti, viene condannato a sette anni. Ma mentre lascia il tribunale, e si allontana in macchina una piccola folla contraria alla sentenza lancia di tutto, bombe molotov comprese, addosso ai magistrati.

Cos’ha di così scomodo l’opera del regista romano? Quali sentimenti turba? Desta forse preoccupazioni perchè descrive il Paese in modo così sorprendentemente attuale da apparire profetico? E’ uno specchio troppo fedele del rapporto tra potere politico e giustizia?

Articolo21 ha lanciato mesi fa un appello affinchè il film, fosse trasmesso dalla Rai in prima serata. Migliaia le firme raccolte in pochi giorni di telespettatori, alcuni dei quali critici verso il film ma che reclamano semplicemente il diritto di vedere una pellicola oggetto di straordinari riconoscimenti di critica e pubblico in Italia e all’estero. Vedere per giudicare.

“Il grande intuito di Nanni Moretti – ha commentato il regista Giuliano Montaldo che ha regalato a quel film una sua piccola partecipazione – è stato quello di raccontare un finale agghiacciante, dove ha voluto far dire al protagonista: “dietro di me c’è il disastro, vi lascio un rogo alle mie spalle”. Questo è inquietante, fa paura solo a pensarci. Credo comunque – sostiene il regista – che non potrebbe accadere. E noi dobbiamo assolutamente evitare che ciò accada, spegnere subito queste intenzioni, queste piccole fiamme che potrebbero esplodere, e dire, veramente, che è ora di finirla con questo assalto a giudici a cui assistiamo da troppo tempo…”

La doppia sonora batosta elettorale (elezioni amministrative e referendum) è il segno palese di un vento che cambia, che una oscura stagione stia davvero per finire e ne stia iniziando una nuova. Non lo testimoniano solo i malumori all’interno del partito del premier e in particolare quelli della Lega (il 51% ha votato per i 4 quesiti compreso quello sul “legittimo impedimento) ma la mobilitazione degli “indignatos” italiani, che dalle piazze virtuali a quelle reali gridano il desiderio di riappropriarsi del loro destino, invocano il rispetto della Costituzione; il diritto al lavoro ma anche quello alla libertà di espressione e a una giustizia davvero uguale per tutti, quel cartello esibito in ogni tribunale ma disconosciuto da tanta parte della nostra politica.

Per questo ci auguriamo che domenica “il Caimano” sia visto da quanta più gente possibile. Quasi fosse un nuovo referendum da vincere a colpi di share. E chiediamo anche a coloro che rientreranno tardi dal mare, perchè imbottigliati nel traffico, di accendere la tv per seguirne le ultime scene.

E per prepararsi a rovesciare il finale. Perchè quella piccola agghiacciante folla diventi una moltitudine festosa di donne e di uomini che plaude alla giustizia perchè fa rispettare le leggi, e punisce corrotti e corruttori, senza distinzione alcuna di casacca politica.

* Pubblicato su "Blitz Quotidiano"


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