di Giampiero Orsello
Con il progetto di controrifrorma costituzionale proposta dalla ex maggioranza di destra che reggeva il governo Berlusconi verrebbe completamente modificata la parte della Costituzione riguardante il Parlamento della Repubblica.
Infatti, il capo I della legge costituzionale sottoposta a referendum modifica completamente il titolo I della parte seconda della Costituzione con una serie di cambiamenti particolarmente complessi ed effettivamente stravolgenti del sistema vigente (artt. 1-21) che anzi costituiscono la parte più vistosa della controriforma con profonde ripercussioni negative sul procedimento formativo delle leggi.
Viene introdotto il Senato federale composto da senatori eletti non più contemporaneamente all??elezione della Camera dei Deputati ma contestualmente all??elezione dei rispettivi Consigli regionali con riferimento numerico alla popolazione delle Regioni. Al Senato dovrebbero partecipare inoltre gli stessi rappresentanti delle Regioni, delle Province e i sindaci delle città metropolitane che all??inizio di ogni legislatura regionale designerebbero a tal fine un loro rappresentante, determinando così per il Senato una composizione ibrida ed una composizione confusa.
Inoltre i membri del Senato, eletti non più a quarant??anni come attualmente , ma a venticinque senza più distinzione con l??età prevista per i deputati , per essere eletti senatori occorrerebbe che precedentemente avessero ricoperto cariche pubbliche elettive in enti territoriali regionali o locali o fossero stati già in precedenza eletti senatori o deputati.
Il pasticcio maggiore riguarda l??attività legislativa, secondo quanto previsto dalla controriforma costituzionale della destra, in quanto soltanto la Camera dei Deputati eserciterebbe il potere legislativo generale, mentre il Senato federale si limiterebbe ad esprimere pareri sulle proposte approvate dalla Camera dei deputati, che successivamente deciderebbe in via definitiva, quindi, anche senza tener conto del parere espresso in precedenza dal Senato. Contemporaneamente sulle materia di competenza regionale (titolo V della Costituzione attuale) deciderebbe, invece, il Senato federale mentre la Camera dei Deputati si limiterebbe ad esprimere pareri sulle proposte approvate dal Senato, che successivamente deciderebbe in via definitiva, quindi, anche senza tener conto alcuno del parere espresso dalla Camera dei Deputati.
Inoltre in alcune materie di maggiore rilevanza , in caso di divergenza di valutazione tra la Camera dei Deputati e il Senato federale sarebbe costituita una Commissione mista di composizione, formata da trenta deputati e trenta senatori per tentare di proporre un testo unificato da sottoporre formalmente al voto finale delle due assemblee. Inoltre in casi di dissidio nell??esercizio delle loro competenze tra Camera dei Deputati e Senato federale dovrebbe essere costituito un Comitato paritetico con quattro deputati e quattro senatori per assumere le decisioni finali.
Come si vede, la controriforma costituzionale comporterebbe un ingorgo istituzionale ed un pasticcio legislativo, che invece di sveltire le procedure per l??approvazione delle leggi le appesantirebbe ulteriormente con una serie di rinvii e con un palleggiamento di decisioni tali da comportare ripetute revisioni.
Votando NO si eviterà un tale pasticcio e si manterranno le attuali competenze delle due Camere ed il loro comune impegno nell??esercizio dell??unitaria funzione legislativa, nell??interesse dei cittadini rappresentati e nel rispetto delle competenze dello Stato democratico.