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Articolo 21 - Editoriali
Quei presidenti sospettati di erodere consensi
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di Beppe Del Colle

da Famiglia Cristiana

LE LISTE PERSONALI DEI "GOVERNATORI" DEL CENTRODESTRA

Biasotti in Liguria e Storace nel Lazio hanno avuto il permesso. Fitto in Puglia e Formigoni in Lombardia no, perché sono di Forza Italia. E con un successo personale potrebbero togliere voti al partito.
Non è facile capire la confusione che lâ??imminenza delle elezioni regionali ha portato nella politica nazionale italiana (si è ventilata addirittura la possibilità che non si voti dappertutto nel medesimo giorno).
La discussione principale, comunque, verte sulla decisione di alcuni presidenti di Regione del Centrodestra (Formigoni in Lombardia, Fitto in Puglia, Biasotti in Liguria e Storace nel Lazio) di presentarsi al voto con liste proprie, sia pure nellâ??ambito della coalizione. Gli ultimi due hanno ricevuto la deroga dalla Casa delle Libertà per "correre" da soli: Biasotti perché non è di nessuno dei partiti della CdL, e Storace perché è di Alleanza nazionale; mentre i primi due, di Forza Italia, non hanno avuto il consenso a farlo.
Si sa che sia Formigoni sia Fitto hanno resistito allâ??interdizione, sostenendo soprattutto una ragione: che le loro liste personali sono in grado di far affluire alla coalizione in generale un numero consistente di voti che non andrebbero a nessuno dei quattro partiti che la compongono (FI, An, Cdu e, limitatamente alla Lombardia, la Lega), ma proverrebbero sia dagli elettori "incerti" o addirittura delusi dalla maggioranza, sia dai "centristi" che non se la sentono di votare per il Centrosinistra. Questa ragione è stata accettata per Storace e Biasotti, perché non dovrebbe esserlo anche per Formigoni e Fitto?
La risposta sembra essere questa: attirando su di sé una certa quota di elettori, se ne imporrebbe almeno parzialmente una perdita per Forza Italia.
E se questo avvenisse soprattutto in Lombardia, la culla del consenso a Silvio Berlusconi, ne deriverebbe una contrazione del consenso personale al presidente del Consiglio.
Su questo molti osservatori si sono sbizzarriti a immaginare unâ??ambizione nascosta in Roberto Formigoni: quella di cercare una prima, simbolica investitura popolare a succedere al Cavaliere, quando questi decidesse di concludere la propria esperienza politica candidandosi al Quirinale al termine della presente legislatura.
Tutto questo più o meno interessato e interessante discutere sul Centrodestra ha fatto un poâ?? sbiadire lâ??attenzione sul Centrosinistra, dove non passa giorno senza che, soprattutto man mano che si procede verso sinistra, non si alzi qualcuno a rivendicare una più accentuata autonomia dei partiti o addirittura delle correnti dei partiti (specialmente nella Margherita e nei Ds) rispetto alla Fed, o alla Gad, o comunque si chiami adesso quello che qualche anno fa si riconosceva sotto il simbolo dellâ??Ulivo e la leadership (finora indiscussa) di Romano Prodi. E che ha sperimentato per la prima volta, in Puglia, la tecnica democratica, allâ??americana, delle "primarie" nella scelta dei candidati.
Su tanta incertezza complessiva è piombata la decisione della Corte costituzionale di ammettere quattro dei quesiti referendari a proposito della legge sulla procreazione assistita, e di respingere quello più tranchant, che si riferiva allâ??abrogazione totale della legge.
Sullâ??argomento, Famiglia Cristiana interverrà, come sempre in queste circostanze, con molta chiarezza e serietà.
Ci sia qui consentito invitare â?? sia i "pro" sia i "contro" â?? alla lettura del doppio servizio che Esprit dedica nel suo numero di gennaio 2005 al libro di Luc Boltanski, La condition foetale, in cui dallâ??alto di unâ??acuta analisi sociologica si mette in discussione, a proposito di aborto (oggetto di "legislazione senza legittimazione") e di diritti del nascituro, un "assoluto" in realtà indifendibile: il "libero arbitrio" autonomo (della donna) a decidere sul destino di una vita.

 

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