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Articolo 21 - Editoriali
Lettera aperta ai direttori delle testate giornalistiche nazionali
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di Stefania Pezzopane*

Carissimi,
il successo di ascolti registrato da alcune inchieste televisive, che hanno segnato un’inversione di rotta rispetto all’assuefazione mediatica degli ultimi tempi, testimonia la sete di informazione e di trasparenza sulle vicende del terremoto e della ricostruzione dell’Aquila.
Prendo spunto da queste trasmissioni, che hanno avuto il coraggio di raccontare la verità senza veli, per invitare tutti voi a venire a L’Aquila, per documentare da vicino qual è la reale situazione del territorio. Rilancio pertanto l’appello, già sollevato nei mesi precedenti, di monitorare costantemente il processo di ricostruzione, attraverso una sorta di “adozione mediatica” del capoluogo e degli altri comuni del cratere.
È necessaria un’informazione corretta, perché non va assolutamente fatto passare il messaggio che a L’Aquila tutto è già stato risolto.
Se c’è stato un “miracolo aquilano” questo si è concretizzato nell’energico e fruttuoso lavoro di squadra, che ha visto uniti i vari livelli istituzionali, a prescindere dalle casacche politiche, di cui ha parlato anche il presidente del Consiglio. Un metodo di lavoro che ci ha fatto raggiungere importanti risultati nella gestione della primissima emergenza.
Ma tutto ciò non può oscurare la drammatica situazione in cui versa ancora la nostra gente, la nostra terra. La ricostruzione, quella vera, ancora non decolla; non sono state ancora definite le linee guida, né tanto meno si è fatto un ragionamento su quale modello attuare. Il Commissario Gianni Chiodi parla di un anno solo per la ristrutturazione della case B e C; un tempo che fa rabbrividire, mentre una buona fetta di aquilani è ancora sfollata sulla costa.
È bene che i riflettori dei media si accendano anche su questi aspetti, che scuotono l’animo della mia gente, impaziente di partecipare al processo di ricostruzione. È ingeneroso l’atteggiamento di chi vuole per forza connotare politicamente l’entusiasmo che parte dal basso e reclama maggiore trasparenza, maggiore democrazia. È il segnale di un popolo fiero, che non chiede solo di comunicare, ma reclama di partecipare.
Il successo riscontrato dalle inchieste giornalistiche e le contestazioni degli ultimi giorni sono entrambi il segno tangibile della sete di verità e dell’insofferenza per show mediatici e informazioni parziali.

L’Aquila, 24 febbraio 2010


Presidente della Provincia dell’Aquila

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